L’alesatura è l’operazione di finitura di un foro già esistente (forato, grezzo di fusione o sgrossato) che gli conferisce un diametro preciso, una buona circolarità, una posizione esatta e un ottimo stato superficiale. Il termine indica anche il foro ottenuto: l’alesaggio di un supporto, del corpo di un cilindro o di un carter.
Si alesa su un tornio o su un centro di lavorazione. L’utensile di alesatura, a uno o due taglienti, è montato su una barra o su una testa regolabile al micrometro: asporta un truciolo sottilissimo e corregge sia il diametro sia la posizione del foro. L’alesatore, utensile a più denti, è adatto ai piccoli diametri e agli accoppiamenti correnti. Per requisiti ancora più fini si passa alla rettifica interna o alla lappatura. Con buone attrezzature si raggiunge comunemente una qualità IT7, o anche IT6, cioè un campo di tolleranza dell’ordine da dieci a qualche decina di micron a seconda del diametro.
L’alesatura è d’obbligo per le sedi dei cuscinetti, i supporti, le guide dei pattini, i corpi di cilindri o di pompe e i fori che devono essere perfettamente allineati su una grande lunghezza. Più fori coassiali vengono allora lavorati nello stesso serraggio per garantirne l’allineamento. Le alesature di precisione si richiedono nella competenza lavorazioni CNC.
Nella richiesta di preventivo. Indichi il diametro con la sua tolleranza ISO (per esempio Ø 25 H7), la rugosità, i requisiti di cilindricità o di coassialità e la profondità. Se il foro si accoppia con un albero, indichi entrambe le tolleranze: ciò che conta è l’accoppiamento risultante. Ricordi la temperatura di misura se la tolleranza è molto stretta, perché la dilatazione diventa allora un fattore a sé. La guida sulle tolleranze di lavorazione illustra gli accoppiamenti ISO.