La macchina di misura a coordinate, o CMM (coordinate measuring machine, in francese MMT), determina le coordinate X, Y e Z di punti della superficie di un pezzo. Un tastatore a contatto (a scatto o a scansione), talvolta un sensore ottico o laser, si sposta su tre assi e rileva questi punti. Un software ne ricava elementi geometrici (piani, cerchi, cilindri, coni), poi calcola quote, distanze, angoli, forma e posizione, confrontandoli con le tolleranze del disegno.
Ne esistono diversi tipi: macchine a portale o a ponte mobile, installate in sala metrologica e molto precise; bracci articolati portatili, più flessibili da usare vicino all’officina; macchine con sensore ottico per pezzi piccoli o delicati. Le loro prestazioni si verificano secondo la serie ISO 10360. Per le misure più fini la sala è regolata a 20 °C, temperatura di riferimento della metrologia.
La CMM è lo strumento naturale per le tolleranze geometriche della quotatura GPS: posizione, coassialità, perpendicolarità rispetto a dei riferimenti. La si impiega per il primo articolo, per il monitoraggio di pezzi complessi, di getti, di pezzi di lavorazione a 5 assi o di attrezzature. Ha i suoi limiti: accessibilità del tastatore, pezzi deformabili, durata di misura e di programmazione. Il programma si scrive a partire dal disegno o dal CAD, con un costo che si ammortizza su una serie. Non sostituisce un rugosimetro per la finitura superficiale.
Nella richiesta di preventivo
Specifichi se è richiesto un rapporto CMM, su quali quote (preferibilmente evidenziate su un disegno «con pallini», cioè in cui ogni quota porta un numero), su quali pezzi (il primo, un campione, tutti) e in quale formato (PDF, foglio di calcolo). Alleghi il modello 3D in formato STEP per facilitare la programmazione. Il tempo di misura viene fatturato: limiti il controllo alle caratteristiche utili. Si veda la guida controllo dimensionale e primo articolo.