Il grezzo di lavorazione è il pezzo di materiale da cui si parte prima di ogni asportazione: barra tonda, esagonale o quadra, piatto, piastra, blocco segato, tubo, profilato, oppure pezzo preformato per forgiatura, fonderia o taglio. La differenza tra il grezzo e il pezzo finito, il sovrametallo, è il materiale che verrà trasformato in trucioli.
L’officina sceglie il grezzo tra le dimensioni proposte dai fornitori, per esempio barre di diversi metri o piastre in formati standard, per limitare gli sfridi. Lo taglia a misura con la sega, poi lo lavora. Lo stato di fornitura conta: un laminato a caldo è economico, ma la sua superficie è ossidata e le dimensioni variano; uno stirato a freddo o un rettificato ha dimensioni precise e una superficie pulita. Il costo di un pezzo lavorato dipende molto dal rapporto tra la massa del grezzo e quella del pezzo finito. Nell’aeronautica si parla talvolta di rapporto « buy-to-fly ».
Scegliere bene il grezzo riduce il costo: per una grande serie, un grezzo vicino alla forma finale (pezzo forgiato, fuso o tagliato) evita di lavorare grandi volumi. Per un pezzo singolo, un blocco o una piastra di dimensioni standard è in genere la soluzione più semplice. Il materiale acquistato è anche ciò che porta il certificato del materiale, quindi la tracciabilità del pezzo. Le guide materiali dei pezzi lavorati e prezzo della lavorazione CNC approfondiscono questo punto; la pagina lavorazioni CNC presenta la competenza.
Nella richiesta di preventivo. Precisi la designazione esatta del materiale (per esempio EN AW-6082 T6, S355J2 o 1.4301) e il suo stato, anziché un nome generico. Indichi se è richiesto un certificato del materiale (EN 10204 tipo 3.1). Eviti di imporre la forma del grezzo senza motivo: fornendo le dimensioni d’ingombro del pezzo, lascia all’officina la scelta del grezzo più economico.