La verniciatura a polvere consiste nel ricoprire un pezzo metallico con una polvere di resina pigmentata e poi nel cuocerla in forno. La polvere viene spruzzata a pistola: carica elettricamente, aderisce al pezzo collegato a terra. In cottura, intorno a 180-200 °C a seconda della polvere, fonde, si distende e polimerizza in un film continuo, senza solventi, duro e resistente agli urti.
Il processo si applica ad acciaio, acciaio zincato e alluminio, dopo un pretrattamento che condiziona l’aggrappaggio: sgrassaggio, conversione chimica o sabbiatura. Non è adatto ai materiali che non sopportano la temperatura del forno. La scelta della polvere dipende dall’uso: le epossidiche si impiegano soprattutto all’interno, le poliesteri resistono meglio ai raggi UV e sono adatte all’esterno. Le finiture vanno dall’opaco al lucido, lisce o goffrate, in tutta la gamma RAL.
Il film è spesso, di frequente da 60 a 120 µm, e il suo spessore varia: si assottiglia sugli spigoli vivi, si accumula negli angoli rientranti e penetra male nelle cavità profonde. Non è quindi un trattamento di precisione: filettature, alesaggi, sedi di appoggio e punti di massa si mascherano oppure si prevedono con del gioco. Si utilizza per carter e cofani di macchine, telai, arredi metallici, parapetti, pezzi di lavorazione della lamiera e di carpenteria in lamiera. Applicato su un pezzo zincato a caldo, forma un sistema detto duplex, più durevole all’esterno.
Nella richiesta di preventivo
Indichi la tinta (riferimento RAL) e l’aspetto, l’uso (interno, esterno, ambiente aggressivo) o il tipo di polvere prescritto, lo spessore di film richiesto e le zone da mascherare. Specifichi il materiale, le dimensioni e il peso dei pezzi, perché il forno e la linea di appendimento hanno dei limiti, oltre ai segni di appendimento tollerati e alla loro posizione. Se è richiesta la resistenza alla nebbia salina (NF EN ISO 9227), la menzioni. La guida su anodizzazione, verniciatura a polvere e zincatura aiuta a confrontare le opzioni.