La saldatura MIG-MAG (GMAW nella terminologia americana, processi 131, 135 e 136 della norma ISO 4063) è un processo di saldatura ad arco sotto protezione gassosa, con un filo-elettrodo fusibile svolto in continuo dal generatore. Il filo funge sia da elettrodo sia da metallo d’apporto. Nel MIG (Metal Inert Gas) il gas è inerte, argon: lo si impiega soprattutto per l’alluminio. Nel MAG (Metal Active Gas) il gas è attivo, miscela di argon e CO2 o ossigeno: è il caso dell’acciaio.
Il saldatore tiene la torcia, il filo avanza da solo e il grilletto avvia l’arco e il gas, da cui il termine di processo semiautomatico. A seconda delle regolazioni, il trasferimento del metallo avviene per cortocircuito (spessori ridotti, saldatura fuori posizione), a spruzzo assiale (alte intensità, spessori importanti) o in modo pulsato, che limita gli spruzzi e si adatta a inox e alluminio. Il filo può essere pieno o animato con un flusso. La torcia può essere tenuta a mano o montata su un robot o un cobot per le serie ripetitive. Il vento disperde il gas di protezione: si salda al riparo.
Il MIG-MAG è produttivo, con un elevato tasso di deposito, e si presta agli spessori da medi a forti. Lo si impiega per strutture, telai, rimorchi, basamenti di macchine, cisterne e per la caldareria corrente in acciaio da costruzione. Il cordone è meno fine di quello della saldatura TIG, con spruzzi da molare. I pezzi tagliati al plasma o al laser vengono poi assemblati così. Per confrontare i processi, legga la guida saldatura TIG, MIG, MAG, e la pagina saldatura e caldareria per le officine.
Nella richiesta di preventivo. Precisi la qualità dell’acciaio (per esempio S235JR o S355J2), gli spessori, i tipi di giunto e la lunghezza dei cordoni, e dica se devono essere continui o discontinui. Indichi i controlli richiesti (visivo, magnetoscopia, radiografia), la molatura dei cordoni a vista e il trattamento finale: la zincatura a caldo, per esempio, richiede sfiati nei profilati cavi.