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Glossario

Acciaio inossidabile: definizione

Acciaio con almeno il 10,5 % di cromo, la cui superficie si protegge da sola con un sottile strato di ossido: resiste bene alla corrosione senza rivestimento.

Sinonimi e abbreviazioni
  • inox
  • acciaio inox
  • stainless steel
  • 304L
  • 316L
  • 1.4404

Un acciaio inossidabile, o inox, è un acciaio contenente almeno il 10,5 % di cromo (e al massimo l’1,2 % di carbonio, secondo la EN 10088). A contatto con l’ossigeno, il cromo forma in superficie uno strato di ossido molto sottile, invisibile, capace di ricostituirsi se viene graffiato: questo strato passivo protegge l’acciaio dalla corrosione. Da qui il nome, un po’ fuorviante: l’inox non è inalterabile, può subire vaiolatura in ambiente con cloruri o degradarsi se la sua superficie è contaminata da ferro libero.

Si distinguono quattro grandi famiglie. Gli austenitici (304L, 316L) sono i più diffusi: molto resistenti alla corrosione, facili da formare e da saldare, non temprabili e in genere non magnetici allo stato ricotto. I ferritici (come l’1.4016) sono magnetici, senza nichel e meno costosi. I martensitici (come l’1.4021) si temprano e servono per pezzi duri, utensili da taglio o alberi. I duplex, che uniscono due strutture, abbinano elevata resistenza meccanica e buona resistenza alla corrosione.

Il 304L (1.4307) basta per la maggior parte degli usi interni e alimentari; il 316L (1.4404), che contiene molibdeno, resiste meglio ai cloruri, in ambiente marino, chimico o medicale, e costa di più. La «L» sta per basso tenore di carbonio, che limita la sensibilizzazione alla corrosione intergranulare dopo la saldatura. In officina, l’inox austenitico si incrudisce durante la lavorazione, consuma gli utensili e si lavora più lentamente dell’alluminio o dell’acciaio. Dopo lavorazione o saldatura, una passivazione ne ripristina la resistenza. La saldatura TIG si presta bene alle lamiere sottili e alla carpenteria in lamiera.

Nella richiesta di preventivo

Indichi la qualità precisa (316L, 1.4404, X2CrNiMo17-12-2) e non «inox» da solo, la forma e la finitura superficiale (grezza, spazzolata, lucidata, o 2B per una lamiera laminata a freddo), il certificato materiale desiderato (tipo 3.1, ad esempio) e i trattamenti successivi alla fabbricazione. Specifichi l’uso (contatto alimentare, ambiente marino) e se è accettata una qualità equivalente. La guida inox 304 o 316L aiuta a scegliere.

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