Un’attrezzatura da ammortizzare, non un prezzo a pezzo
Lo stampo a iniezione è un utensile su misura, lavorato per un solo pezzo. Il suo costo si somma al prezzo di ogni pezzo stampato: prezzo del pezzo = costo dello stampo ÷ quantità totale + costo di stampaggio per pezzo, quest’ultimo comprensivo di tempo di ciclo sulla pressa, materiale, finiture, controllo e imballaggio. Lo stampo è un investimento iniziale, spesso la prima voce di un progetto di trasformazione delle materie plastiche.
Uno stampo si compone di due semistampi: la parte fissa, lato ugello della pressa, e la parte mobile, lato espulsione. Tra le due, l’impronta dà forma al pezzo; gli espulsori lo spingono fuori dallo stampo e i circuiti di raffreddamento smaltiscono il calore. Dopo la lavorazione, lo stampo viene provato in pressa, corretto e poi validato: preveda almeno un ciclo di ritocchi, che ha un costo e richiede tempo.
A titolo indicativo, uno stampo costa da qualche migliaio di euro per una piccola attrezzatura semplice a diverse decine di migliaia di euro, o anche più, per uno stampo in acciaio a più impronte con cassetti e canali caldi. I tempi seguono la stessa logica: da qualche settimana a diversi mesi, comprese prove e ritocchi. Questi ordini di grandezza non sostituiscono un preventivo: solo il pezzo, il materiale e il volume previsto permettono di precisarli.
I fattori che determinano il costo di uno stampo
La tabella classifica i fattori che incidono sul prezzo dell’attrezzatura; le sezioni seguenti approfondiscono i più costosi.
| Fattore | Effetto sul costo | Spunto di risparmio |
|---|---|---|
| Dimensioni e complessità del pezzo | Più acciaio da lavorare, più ore di lavorazione, di aggiustaggio e di prove | Semplificare le forme, uniformare gli spessori di parete |
| Numero di impronte | Uno stampo a quattro impronte costa più di uno a una impronta, ma meno di quattro stampi | Dimensionare in base al volume annuo e alla pressa disponibile |
| Materiale dello stampo | Alluminio: lavorazione rapida, costo ridotto, usura più rapida. Acciaio: più caro, regge le lunghe serie | Alluminio per le piccole serie, acciaio per la durata |
| Cassetti e sottosquadri | Ogni meccanismo mobile aggiunge componenti, lavorazione e manutenzione | Ridisegnare il pezzo per eliminare il meccanismo |
| Canali caldi | Apparecchiatura da acquistare, montare e regolare, che fa lievitare il costo dell’attrezzatura | Canali freddi per i piccoli volumi |
| Aspetto superficiale | Lucidatura, texture e incisione richiedono tempo di officina | Riservare la finitura curata alle facce visibili |
| Raffreddamento ed espulsione | Circuiti più complessi e più espulsori per rispettare il ciclo | Spessori di parete regolari facilitano il raffreddamento |
| Materiale iniettato | Una resina abrasiva (fibre di vetro) o corrosiva impone un acciaio più resistente | Scegliere la resina insieme al trasformatore fin dalla progettazione |
| Tolleranze strette | Più aggiustaggio e ritocchi dopo le prove | Tollerare solo le quote funzionali |
Impronte, acciaio o alluminio: tre scelte collegate
Il numero di impronte
Uno stampo a più impronte produce più pezzi a ogni ciclo: il costo di stampaggio per pezzo scende, ma l’attrezzatura costa di più e richiede una pressa con maggiore forza di chiusura. Per un volume modesto, quasi sempre basta una impronta; lo stampo multi-impronta si giustifica con volumi annui elevati.
Acciaio o alluminio
L’acciaio, pretrattato o temprato a seconda della durata prevista, resiste alle lunghe serie e ai materiali caricati con fibre di vetro, abrasivi. L’alluminio si lavora in fretta, smaltisce bene il calore e costa meno: è adatto a prototipi e piccole serie, con una durata più breve, da qualche centinaio a qualche migliaio di pezzi, talvolta di più per un pezzo semplice in materiale non caricato. La classificazione SPI, riferimento comune, va dalla classe 105 (prototipo, qualche centinaio di cicli) alla classe 101 (oltre un milione di cicli).
La durata
Comunichi allo stampista i Suoi volumi totali sulla vita del prodotto: orientano la scelta dell’acciaio, dei trattamenti e dei componenti soggetti a usura. Uno stampo sovradimensionato costa inutilmente; uno sottodimensionato si consuma prima della fine della serie. La scelta dell’acciaio incide anche sui ritocchi: un acciaio temprato si modifica con più difficoltà di uno pretrattato, il che rende più costose le correzioni dopo le prove.
Cassetti, sottosquadri e angoli di sformo
Uno stampo si apre in una sola direzione. Qualsiasi forma che impedisca la sformatura in quest’asse (foro laterale, intaglio, gancio, filettatura) è un sottosquadro. Per liberarlo, lo stampista aggiunge un cassetto (nucleo scorrevole), un espulsore inclinato o un meccanismo di svitamento: altrettanti componenti da lavorare, regolare, guidare e manutenere, e spesso un ciclo più lungo. Ogni cassetto lascia inoltre sul pezzo una linea di separazione visibile.
Prima di pagare un cassetto, chieda al trasformatore se la forma può cambiare: orientare un’apertura nell’asse di apertura dello stampo, sostituire un foro chiuso con un intaglio aperto, spostare una clip. L’angolo di sformo, cioè l’inclinazione delle pareti nel senso di estrazione, è la regola di base: un valore dell’ordine di 1° – 2° è comune, maggiore sulle superfici con texture. Senza sformo, il pezzo si blocca o si graffia.
Canali freddi o canali caldi
Il materiale raggiunge l’impronta attraverso dei canali. Con i canali freddi si solidifica in questi canali e viene espulso insieme al pezzo: l’attrezzatura è più semplice e meno cara, ma la materozza e i canali rappresentano una perdita di materiale, in certi casi macinato e riutilizzato, in altri scartato. Con i canali caldi, un blocco riscaldato mantiene il materiale fuso fino all’impronta: nessuno scarto di canali e talvolta un ciclo più breve, ma il sistema è un’apparecchiatura da acquistare, regolare e manutenere.
I canali caldi si giustificano soprattutto per volumi elevati, resine costose e stampi multi-impronta. Per una piccola serie, i canali freddi restano in genere la scelta giusta. I materiali sensibili al calore e i frequenti cambi di colore complicano l’uso dei canali caldi.
Ammortamento: il costo reale per pezzo
L’esempio seguente è fittizio: illustra il meccanismo, non una tariffa. Ipotesi: uno stampo da 12.000 € e un costo di stampaggio di 0,60 € a pezzo (ciclo, materiale, imballaggio).
| Quantità totale | Stampo per pezzo | Stampaggio | Prezzo unitario dell’esempio |
|---|---|---|---|
| 1.000 pezzi | 12,00 € | 0,60 € | 12,60 € |
| 10.000 pezzi | 1,20 € | 0,60 € | 1,80 € |
| 100.000 pezzi | 0,12 € | 0,60 € | 0,72 € |
Per confrontare con un altro metodo, divida il costo dello stampo per il risparmio ottenuto su ogni pezzo. Se, in questo esempio fittizio, un pezzo stampato in 3D costasse 8 €, il risparmio sarebbe di 7,40 € a pezzo e lo stampo si ammortizzerebbe intorno ai 1.600 pezzi. Preveda anche la manutenzione (pulizia, sostituzione di espulsori e guarnizioni, lucidatura), che si fattura sull’arco della vita dello stampo. Precisi infine per iscritto chi è il proprietario dello stampo, chi lo mantiene e lo assicura, dove è custodito e come può recuperarlo: vedere la protezione dei disegni e delle attrezzature.
Alternative per le piccole serie
| Soluzione | Quantità previste | Punti di forza | Limiti |
|---|---|---|---|
| Stampo prototipo in alluminio | Da qualche centinaio a qualche migliaio | Materiale reale iniettato, processo di serie, tempi più brevi | Durata limitata, materiali caricati sconsigliati |
| Stampo a inserti intercambiabili | Serie brevi di piccoli pezzi | Portastampo riutilizzato, da realizzare solo l’impronta | Dimensioni e forme limitate dal portastampo |
| Stampa 3D (SLS, MJF, SLA) | Dal singolo pezzo a qualche centinaio | Nessuna attrezzatura, forme complesse | Proprietà diverse dallo stampaggio a iniezione, prezzo unitario poco decrescente |
| Colata sotto vuoto in stampo di silicone | Qualche decina | Resa vicina allo stampaggio a iniezione | Stampi in silicone che si consumano in fretta, resine poliuretaniche diverse dai termoplastici |
| Lavorazione CNC | Dal singolo pezzo a qualche decina | Materiale reale, tolleranze strette | Costo unitario elevato, forme limitate dall’accesso dell’utensile |
Esistono anche inserti per stampi stampati in 3D per serie molto piccole, con limiti di materiale, pressione di iniezione e durata. Un prototipo validato in un materiale vicino a quello della serie conferma la forma e l’assemblaggio, ma non il comportamento allo stampaggio (ritiro, linee di giunzione, deformazioni): solo uno stampo lo mostra. Vedere dal prototipo alla serie, stampa 3D o lavorazione CNC e la scelta della materia plastica tecnica.
Che cosa precisare nella Sua richiesta di preventivo
- Il modello 3D (STEP) e un disegno con le quote funzionali e le tolleranze.
- Il materiale: designazione, carica di fibre, colore (RAL o Pantone), requisiti particolari (contatto alimentare, resistenza al fuoco, UV).
- I volumi: quantità per lancio, volume annuo e vita del prodotto, perché dimensionano lo stampo.
- L’aspetto: facce visibili, lucidatura, texture, marcatura.
- Lo stampo: proprietario, manutenzione, custodia, restituzione.
- Le prove: numero di campioni richiesti e criteri di accettazione dello stampo (quote, aspetto).
- Due voci di prezzo: lo stampo, costo non ricorrente, e il pezzo per scaglione di quantità, con i tempi dello stampo e poi dei primi pezzi.
Su Meaflow, pubblicare una richiesta è gratuito e senza commissioni: dei trasformatori di materie plastiche possono inviarLe la loro proposta, stampo compreso, che Lei confronta prima di scambiare tramite messaggistica. Per le piccole serie, veda anche la stampa 3D, la lavorazione CNC e il glossario sullo stampaggio a iniezione.
Domande frequenti
Quanto costa uno stampo per iniezione di materie plastiche?
A titolo indicativo, da qualche migliaio di euro per un piccolo stampo semplice a diverse decine di migliaia di euro, o anche più, per uno stampo in acciaio a più impronte con cassetti e canali caldi. Il prezzo dipende dalle dimensioni del pezzo, dalla sua complessità, dal materiale dello stampo, dall’aspetto superficiale e dalla durata prevista. Solo un preventivo lo precisa.
Stampo in alluminio o in acciaio: quale scegliere?
L’alluminio costa meno e si lavora più in fretta: è adatto a prototipi e piccole serie. L’acciaio sopporta le lunghe serie e i materiali caricati con fibre di vetro. La scelta giusta dipende dal volume totale previsto, dal materiale iniettato e dalla tolleranza all’usura. Comunichi i Suoi volumi allo stampista.
Quanti pezzi servono per ammortizzare uno stampo?
Non esiste una soglia universale. Si divide il costo dello stampo per il risparmio ottenuto su ogni pezzo rispetto a un altro metodo, come la stampa 3D o la lavorazione meccanica. Più il pezzo è semplice e il volume elevato, più in fretta l’attrezzatura si ammortizza. Chieda preventivi per più quantità, con e senza attrezzatura.
Lo stampo è di mia proprietà?
Dipende da quanto pattuito. Conviene stabilirlo per iscritto nel preventivo o nel contratto: proprietario, manutenzione, assicurazione, luogo di custodia, durata di conservazione e condizioni di restituzione o di trasferimento presso un altro trasformatore.